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| GALLERIA IMMAGINI DEL TERRITORIO |
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 Conosciuto anticamente con il nome di Lavareta, il paese nacque intorno al IX secolo come insediamento fortificato, in seguito alle scorrerie dei saraceni che avevano devastato e reso insicuro il territorio.
Nel 1226 il conte Rainaldo signore del castello Barete si ribellò a Federico II ed organizzò la resistenza contro l'esercito imperiale. Il castello partecipò in seguito alla fondazione della città di L'Aquila, in cui è anche ricordato con la porta Lavareta che apre la città ad ovest, verso Roma.
Nel 1347 Barete venne messa a ferro e a fuoco dagli abitanti di Amatrice che erano in lotta con gli aquilani. Quella distruzione sommata a quelle successive dovute ai terremoti del 1349 e del 1461 causarono l'abbandono del castello e del relativo insediamento urbano.
Il paese risorse intorno alla metà del Cinquecento, più a valle rispetto all'insediamento originario di Pagarone.
Attualmente Barete, come tutti gli insediamenti dell'Alta Valle dell'Aterno, risulta formato da più frazioni, ossia S.Vito, Tarignano, S. Eusanio, Colli (Colle, S.Sabino, Basanello, Teora). Interessanti l'architettura gentilizia del paese, la chiesa cimiteriale di S. Paolo del XIII secolo (nata sui ruderi delle terme di Lavaretum, conserva alcuni elementi romani), il palazzetto Navarra-Manieri di Teora.
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