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La Cicerchia di Castelvecchio Calvisio  La Cicerchia di Castelvecchio Calvisio

Generalità

Osservando il paesaggio che circonda i centri montani situati nella fascia del Gran Sasso Meridionale, si nota la particolare conformazione topografica del territorio (1000-1300 m slm) caratterizzato dalla presenza di piccole valli alternate a rilievi di natura prettamente calcarea. In queste vallecole il terreno, per fenomeni di natura alluvionale, presenta una discreta fertilità, ragion per cui sin dall'antichità è stato utilizzato oltre che per il pascolo, per la coltivazione prevalente di cereali, foraggi ed altre colture adatte a tali altitudini. Tra tali altre colture una certa importanza ha assunto, per le caratteristiche di tipicità locale, la coltivazione della cicerchia.
Questo legume, fino ad alcune decine di anni fa, veniva coltivato su uno svariato numero di ettari nel territorio di Castelvecchio e Carapelle Calvisio per cui la produzione era dell'ordine di centinaia di quintali. La cicerchia veniva utilizzata come alimento dalla popolazione locale ed era immessa sui vicini mercati (L'Aquila e dintorni) rappresentando una piccola fonte di reddito per le famiglie coltivatrici.
Col passare degli anni la produzione di cicerchia è andata declinando riducendosi, attualmente, a 500-1000 kg nell'unica zona di produzione di Castelvecchio e Carapelle Calvisio. Questa scarsa produzione viene realizzata oggi solo da pochissimi coltivatori, anziani, stimolati più da motivazioni di carattere affettivo che economico.
Varie sono le cause che hanno ridotto la cicerchia ad una coltivazione "reliquia", tra esse ricordiamo:

- mancanza di manodopera disponibile alla coltivazione e lavorazione del prodotto;
- scarsa remuneratività del prodotto per difficoltà di mercato a causa della concorrenza esercitata da altre leguminose da consumo di provenienza nazionale o estera.
Oggi la cicerchia viene ricordata principalmente nella omonima sagra che si tiene a Castelvecchio nel mese di Agosto. I turisti hanno la possibilità di gustare questo prelibato legume in varie ricette gastronomiche tradizionali avendo così l'opportunità di riscoprire sapori antichi.
In conclusione, anche se la cicerchia ha perso ormai la sua importanza economica, rappresenta comunque un prodotto tipico che, se adeguatamente valorizzato (meccanizzazione della coltivazione, confezionamento e marketing del prodotto, ecc.) potrebbe avere una maggiore diffusione per soddisfare un mercato di "nicchia".

Caratteri botanici
La cicerchia coltivata a Castelvecchio e Carapelle Calvisio (Lathirus sativus) è una pianta erbacea della famiglia delle Leguminose; il ciclo è annuale; le piante hanno portamento prostrato, con altezza fra i 30 e i 40 cm con gli steli angolosi e alati. I fiori sono di colore bianco-azzurrastro. Il baccello contiene 2-4 semi di forma vagamente cuboide di colore che varia dal grigio al marrone o marezzati.

Varietà e caratteristiche agronomiche
La varietà di cicerchia presente a Castelvecchio si distingue per le seguenti caratteristiche:
- baccello oblungo e compresso lateralmente con margine superiore provvisto di due ali;
- semi cuneiformi, appiattiti ed angolosi di 4-7 mm di diametro;
- peso di 1000 semi attorno ai 215 g;
- peso ettolitrico variabile tra 80 e 90 kg/hl

Coltivazione
La cicerchia si è diffusa in quanto si è adattata alle particolari condizioni pedo-climatiche caratterizzanti le aree montane ai piedi del Gran Sasso (terreni poveri e clima invernale piuttosto rigido). Tradizionalmente essa entra in rotazione con cereali (grano-orzo) e foraggere (lupinella) apportando un certo miglioramento alla fertilità del terreno.
Il letto di semina viene preparato con un'aratura e fresatura eseguite nel periodo estivo o primaverile. Prima della lavorazione viene effettuata una concimazione organica con letame ovino o bovino se disponibili. Attualmente, a causa della mancanza di allevamenti locali la letamazione non viene quasi più effettuata, riccorrendo qualche volta alla concimazione minerale.
La semina viene effettuata in primavera avanzata (aprile-maggio), con seminatrice universale a righe impiegando 150 kg/Ha di seme. Fa seguito una rullatura per favorire una pronta emergenza delle piantine ed un miglior impiego della mietitrebbiatrice.
Per controllare lo sviluppo di erbe infestanti, un tempo veniva eseguita la "scerbatura" a mano, operazione oggi non più proponibile. Attualmente le infestanti vengono controllate semplicemente con lavorazioni pre-semina non ricorrendo quindi all'uso di diserbanti.
Essendo totalmente assente l'uso di fitofarmaci e concimi minerali la coltivazione della cicerchia ha un impatto ambientale nullo e si può annoverare senza dubbio nella schiera dei prodotti biologici.
La raccolta si effettua tra la fine di luglio ed i primi di agosto. Un tempo le operazioni di raccolta erano manuali. Attualmente si eseguono a mezzo di mietitrebbiatrice. In seguito il prodotto viene ripulito dalle impurità, conservato in sacchi e quindi venduto o consumato dalla stessa famiglia coltivatrice.
La produttività varia tra i 7 ed i 10 quintali per ettaro.
La cicerchia viene impiegata principalmente per la preparazione di minestre mentre nel passato veniva utilizzata per fare il pane mescolata con la farina di grano. Inoltre, macinata e torrefatta si consumava anche come surrogato del caffè.

Mercato
Contrariamente al passato, attualmente il mercato della cicerchia locale è praticamente inesistente data l'esiguità della produzione. Chi desidera acquistare il prelibato legume si deve recare nella zona di produzione rivolgendosi direttamente ai coltivatori o a qualche negozio locale. Il prodotto è venduto sfuso senza alcun tipo di etichetta.

Requisiti di qualità
Per far si che vi sia una espansione del mercato della cicerchia è opportuno che essa debba possedere determinate caratteristiche qualitative che la pongano in distinzione rispetto ad analoghi prodotti presenti sul mercato.
Le caratteristiche di tipicità dal punto di vista merceologico sono:

- semi cuneiformi, appiattiti ed angolosi di 4-7 mm di diametro;
- colore variabile dal grigio al marrone o marezzato;
- peso di 1000 semi attorno ai 215 g;
- peso ettolitrico variabile tra 80 e 90 kg/hl;
- impurità totalmente assenti.
Come già detto in precedenza il prodotto può essere considerato a tutti gli effetti "biologico" in quanto sono pienamente rispettate le normative comunitarie.
Le caratteristiche organolettiche-qualitative che deve possedere la cicerchia sono le seguenti: - tempo di cottura breve (30 min); - dopo la cottura i legumi devono conservare la loro consistenza e sapore senza però rimanere duri alla masticazione.

Requisiti per la commercializzazione
Affinchè i consumatori abbiano la garanzia di un prodotto autentico originale di Castelvecchio Calvisio e dintorni è necessario che i produttori rispettino le seguenti regole prima di immettere il prodotto sul mercato locale:

- il prodotto deve possedere i requisiti di qualità di cui al paragrafo precedente.
- il prodotto deve essere venduto in confezioni etichettate secondo le disposizioni legislative contenute nel D.P.R. n. 322 del 18-5-1982,
- le confezioni devono possedere il marchio di origine e qualità previa autorizzazione dell'Organismo di tutela dopo che siano stati effettuati controlli sulla coltivazione e sul prodotto finito.



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