www.okabruzzo.it - L'aquila vola a casa tua - Il negozio online dei prodotti tipici abruzzesi...consegna gratuita!
www.okabruzzo.it - L'aquila vola a casa tua - Il negozio online dei prodotti tipici abruzzesi...consegna gratuita!REGISTRACONTATTI | REGOLE & CONDIZIONI | DISCLAIMER | FAQ | MAPPA | SITE MAPwww.okabruzzo.it - L'aquila vola a casa tua - Il negozio online dei prodotti tipici abruzzesi...consegna gratuita!
www.okabruzzo.it - L'aquila vola a casa tua - Il negozio online dei prodotti tipici abruzzesi...consegna gratuita!
www.okabruzzo.it - L'aquila vola a casa tua - Il negozio online dei prodotti tipici abruzzesi...consegna gratuita! HOME | L'IDEA | RECENSIONI | | NEWSIL CARRELLOwww.okabruzzo.it - L'aquila vola a casa tua - Il negozio online dei prodotti tipici abruzzesi...consegna gratuita!

OKABRUZZO.it
E-commerce per la vendita online di prodotti tipici dell'Abruzzo, selezionati prevalentemente dalle zone colpite dal recente terremoto. Sono presenti oltre sessanta aziende che presentano una offerta di circa seicento prodotti, l'eccellenza enogastronomica ed artigianale del territorio abruzzese.



PRODOTTI PER AZIENDA
PRODOTTI PER CATEGORIA
DOLCIUMI
LEGUMI E ZAFFERANO
CONFETTURE E TARTUFO
MIELE E LIQUORI
VINO E OLIO
SALUMI E FORMAGGI
CERAMICA E PIETRA
OGGETTISTICA
MODA
ATTREZZATURE PER LA CUCINA

CERCA
  


  >> RECENSIONI

  TIPICITÀ LOCALI
La Lenticchia  La Lenticchia

Art. 1
Denominazione del prodotto

La denominazione "LENTICCHIA DI S. STEFANO DI SESSANIO", garantita dal marchio ARCA Abruzzo, è riservata al prodotto coltivato nel territorio di cui all'art. 2.

Art. 2
Zona di produzione

La "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" può essere coltivata esclusivamente in terreni situati sul territorio dei seguenti comuni: S. Stefano di Sessanio, Calascio, Barisciano, Castelvecchio Calvisio e Castel del Monte.
Gli areali di coltivazione per singolo comune sono di seguito elencati: S. Stefano di Sessanio: Valle Pe' di Toro, Costa di Pietrascritta, Valle Fresca, Valle Cupa, Costa Tre colli, Valle Doniche, Valle di Castelvecchio, Valle Traetta, Valle Presuta, Valle Debole, Valle Augusta, Costa di Vallelunga, Piano Viano, il Prato, i Portoli, Forcavonna, le Gondole, Valle Maniere.
Calascio: Valle del Vento, L'Annicola, Valle d'Anzano, Cesa Rossa, Valle Pareta, Il Tagno, Il Lago, Piano Buto.
Barisciano: Valle Cannera, Piano Locce, Valle Chiusola, Valle Vastovello, Valle Augusta, Vadesprina, Valle Force, Pilongo di Sopra, Pilongo di Sotto, Valle Vedice, Macera, Valle Valiano, Valle Vilanna, Vall'Orsa, Farfona. Castelvecchio Calvisio: Piano Viano, Piano Buto.
Castel del Monte: Prati di Natrella, S. Donato Vecchio, Valle Vallettieri, Gemmano, Piccipoli, Piano di S. Marco, Forcella.
Con apposita autorizzazione dell'Organismo di tutela possono essere ammessi alla produzione altri Comuni facenti comunque parte del comprensorio LEADER.

Art. 3
Autorizzazioni all'uso del marchio

Sono autorizzate alla produzione le persone fisiche e giuridiche. Le autorizzazioni sono rilasciate dall'Organismo di tutela entro 6 mesi dal ricevimento della domanda scritta, previo parere positivo degli incaricati dall'Organismo in seguito alle verifiche ispettive svolte.
In caso contrario l'Organismo potrà respingere la domanda o prescrivere al richiedente gli adeguamenti necessari e, da questo momento, concedere un periodo massimo di 12 mesi al richiedente per l'esecuzione degli stessi.

Art. 4
Obblighi delle aziende

Le aziende che producono la "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" sono tenute ad osservare le norme contenute nel presente disciplinare.
Esse si impegnano a consentire l'accesso in ogni parte dell'Azienda agli incaricati dell'Organismo di tutela per l'esecuzione dei controlli, ispezioni e prelievo di campioni su sistemi di produzione, attrezzature, locali, materie prime, concimi, prodotto finito e semilavorato. Esse altresì si impegnano a collaborare con gli stessi per l'esecuzione di tali verifiche che potranno essere svolte in qualsiasi momento e senza preavviso.

Art. 5
Revoche

L'Organismo di tutela ha diritto di revoca o sospensione delle autorizzazioni rilasciate.

Art. 6
Caratteristiche del prodotto

Per l'ammissione al marchio deve essere coltivato il biotipo locale noto sotto il nome di "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" (Lens culinaris medicus biotipo "S. Stefano di Sessanio") appartenente alla sottospecie botanica "microsperma". Questo ecotipo ha semi con le seguenti caratteristiche:

- dimensioni: diametro di 3-5 mm (mediamente 4 mm);
- forma: globoso-appiattita, lenticolare;
- peso di 1.000 semi: dai 22 ai 30 grammi;
- altezza della pianta: 15-30 cm.;
- colore dei semi: violaceo o marrone-violaceo.

Art. 7
Caratteristiche naturali dell'ambiente

L'ambiente di produzione è di montagna, alle pendici del Gran Sasso, su terreni vallecoli situati tra 1.000 e 1.600 metri s.l.m.
La coltivazione deve avvenire possibilmente ad altitudine superiore ai 1.200 metri s.l.m. dove gli attacchi di tonchio (Bruchus ervi e Callosobruchus chinensis) sono meno frequenti per la temperatura più sfavorevole allo sviluppo del patogeno.

Art. 8
Esigenze pedo-climatiche

Si preferiscono suoli di medio impasto, calcarei, anche con scheletro affiorante.
La "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" si adatta poco a terreni di alta fertilità, scarsamente drenati ed umidi.
Le condizioni climatiche sono quelle tipiche degli ambienti microtermi, con inverno lungo e rigido, primavera con frequenti gelate tardive ed estate corta e piovosa.
La "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" ha una temperatura minima di germinazione di 3-4°C, ha una ottima resistenza al freddo, teme le gelate tardive, specie al momento della fioritura. Ha una scarsa tolleranza alle alte temperature e alla siccità.

Art. 9
Avvicendamento colturale

Allo scopo di ottenere i migliori risultati produttivi e qualitativi, la coltivazione della "Lenticchia di S. Stefano di Sessanio" deve essere inserita in una rotazione tradizionale: triennale o sessennale che prevede: maggese-cereale (grano, orzo, segale, farro, ecc.)-lenticchia.
Nel caso di rotazione sessennale il maggese può essere sostituito da foraggere (lupinella) per tre anni.

Art. 10
Epoca di semina

La semina deve essere eseguita tra la III decade di marzo e la I di aprile, ma può essere ritardata considerando l'andamento climatico stagionale in corso.
Nei terreni ad elevata altitudine dove le temperature sono più rigide, la semina può essere ritardata fino alla III decade di aprile e la I di maggio.

Art. 11
Preparazione del terreno

Si preferisce l'impiego di tecniche che evitino o limitino il rovesciamento dello strato attivo di suolo e la distruzione della sua struttura glomerulare.
In ogni caso è vietata l'aratura a profondità superiore ai 25 cm. ed è consigliabile che essa venga eseguita in estate-autunno per lasciare che il terreno sia sottoposto all'azione strutturante degli agenti atmosferici del periodo autunno-invernale.
In sostituzione dell'aratura fatta per tempo è consentita l'adozione di tecniche di minima lavorazione utilizzando estirpatori e/o ripuntatori.
La preparazione del letto di semina deve essere accurata, evitando l'eccessivo affinamento delle zolle con fresatrice e preferendo, viceversa, il lavoro degli erpici a molle.

Art. 12
Semina

E' preferibile effettuarla a spaglio per limitare lo sviluppo delle infestanti, a mano per evitare sprechi di seme, o a macchina.
La quantità di seme da impiegare è di 150-170 Kg/Ha.
Una pratica consigliabile è quella della consociazione lenticchia-orzo aggiungendo 45-50 Kg/Ha di orzo primaverile, la cui funzione è quella di sostenere la pianta al momento della falciatura e limitare le perdite alla raccolta.

Art. 13
Concimazione

Per tradizione la lenticchia è stata sempre coltivata con concime organico. E' sconsigliabile l'uso di elevate dosi di fertilizzanti in quanto la coltura può andare incontro ad un facile rigoglio vegetativo, con conseguenti danni (aumento della sensibilità al freddo, minor produzione granella, ecc.).
Sono ammessi i prodotti di cui all'allegato 3 del Reg. CEE 2092/91.

Art. 14
Difesa antiparassitaria

Per la concia della semente e per gli attacchi fungini, batterici, di insetti, ecc. possono essere utilizzati solo i prodotti ammessi dal Reg. CEE 2092/91.
Sono raccomandate tutte quelle tecniche che mantengano ed esaltino la resistenza naturale agli agenti avversi.
Si consiglia di attuare tutte quelle tecniche agronomiche, biologiche, biotecniche, genetiche, meccaniche atte a sfavorire lo sviluppo degli attacchi parassitari.
Per quanto attiene la lotta chimica, oltre ad attenersi scrupolosamente ai tempi di carenza indicati sulle confezioni degli antiparassitari, sono da scegliere quei prodotti che:

- riescano a mantenere il patogeno al di sotto della soglia di tolleranza;
- siano meno pericolosi per l'operatore;
- non lascino residui sul prodotto e siano più rispettosi dell'ambiente.
I prodotti chimici ammessi all'uso debbono essere efficaci e poco inquinanti.

Art. 15
Raccolta

Tradizionalmente la raccolta si effettua in tre fasi:
  1. falciatura delle piante quando cominciano ad essiccare e disposizione in cumuli;
  2. essiccazione dei cumuli;
  3. trebbiatura dei cumuli;
Con tale procedura si cercano di minimizzare le perdite di prodotto in campo.

Art. 16
Conservazione

I metodi e i locali di conservazione della granella di lenticchia sono analoghi a quelli validi per i cereali.
Per la protezione del prodotto in magazzino dagli attacchi di insetti, funghi, ecc., è ammesso l'uso dei fitofarmaci previsti dal Reg. CEE 2092/91.

Art. 17
Confezionamento

Il prodotto finale confezionato non deve avere un contenuto di impurezze (pietruzze, semi rotti, semi bucati, semi estranei, residui vari, ecc.) superiore allo 0,2% in peso. Il confezionamento deve avvenire in sacchetti di polietilene per uso alimentare, o astucci di carta poliaccoppiata o altri materiali espressamente approvati dall'Organismo.

Art. 18
Etichettatura e presentazione del prodotto

Per la etichettatura e presentazione del prodotto valgono le disposizioni legislative sui prodotti alimentari (D.P.R. n. 322 del 18 maggio 1982).

Art. 19
Marchio di origine

L'Organismo per la tutela dei prodotti "ARCA ABRUZZO", allo scopo di controllare la produzione e la qualità dei prodotti stessi ne promuove la distinzione attraverso un logo che ne identifica la provenienza e la qualità. Il marchio, secondo il modello ipotetico riportato in allegato "A", depositato nelle rispettive sedi, deve essere riportato sulle confezioni dei prodotti.
La marchiatura è obbligatoria e comporta l'obbligo, da parte dei produttori ammessi di richiedere all'Organismo di tutela l'autorizzazione ad utilizzare l'apposito marchio. La proprietà del marchio rimane dell'Organismo il quale ne autorizza l'uso dopo aver effettuato i controlli che ritiene necessari.
I produttori che ricevono l'autorizzazione ad utilizzare il marchio di origine sono responsabili del suo corretto utilizzo ai sensi della legge e del presente regolamento.
In caso di sospensione o diminuzione della quantità commercializzata i produttori devono dare immediata comunicazione all'Organismo ed, eventualmente, restituire i marchi eccedenti in loro possesso.
Per l'autorizzazione all'uso del marchio e/o per la consegna del marchio stesso da parte dell'Organismo, a garanzia degli adempimenti degli oneri relativi, è facoltà del Consiglio di Amministrazione dell'Organismo di richiedere ai singoli produttori un deposito cauzionale, nella misura che sarà dallo stesso fissata.
Il contributo per la marchiatura di origine dovuto dai singoli produttori è determinato anno per anno dal Consiglio di Amministrazione dell' Organismo. I singoli produttori sono tenuti a segnalare annualmente all'Organismo la quantità di prodotto che si prevede di commercializzare in base agli investimenti effettuati.
L'uso del marchio sarà negato a quei soggetti che manifestamente non rispettano le presenti norme, che utilizzano tecniche anomale, che non dichiarano correttamente la propria produzione, o che con il loro comportamento danneggiano l'immagine collettiva della gamma dei prodotti contraddistinta dal marchio.



Torna indietro

CON LA SPONSORIZZAZIONE DI

www.poste.it

www.aams.it


www.sisal.it
PROMOSSO DAL CENTRO STUDI CODACONS-COMITASRealizzazione MKT121 (Gruppo Markonet)