È diffusa in provincia di Teramo e particolarmente in Val Vibrata, tipica preparazione della primavera inoltrata, visto l’utilizzo di fave fresche. Veniva tradizionalmente preparata nelle campagne, come colazione mattutina o come piatto unico serale. Per la preparazione occorrono fave fresche e tenere, piselli, carciofi, cipollotti freschi, due o tre patate novelle, olio extravergine d’oliva e un pugno di sale. Dopo aver sbucciato e pulito le fave, i piselli, le patate e i carciofi, bisogna tagliare grossolanamente le cipolle e i carciofi e finemente le verdure, patate escluse, per metterle in un tegame abbastanza ampio, con olio. Il tutto va rosolato, mescolando continuamente, per una decina di minuti. Si aggiungono tre mestoli d’acqua calda e si fa cuocere per altri cinque minuti, si uniscono le patate, il sale e si lascia cuocere ancora per 10 minuti. Per dare maggior sapore si può aggiungere guanciale, pancetta, o spalletta di maiale, nella fase della rosolatura delle verdure e degli ortaggi. In regioni limitrofe questo piatto è chiamato anche “vignarola”.
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