Art. 1 Denominazione del prodotto La denominazione "PATATA DA SEME DELL'AQUILANO", garantita dal marchio ARCA ABRUZZO, è riservata al prodotto coltivato nel territorio di cui all'art. 2.
Art. 2 Zona di produzione La "PATATA DA SEME DELL'AQUILANO" può essere coltivata in terreni situati sul territorio dei comuni dell' intero comprensorio LEADER e dei comuni limitrofi. Le autorizzazioni di cui sopra saranno rilasciate dall'Organismo di tutela entro 6 mesi dal ricevimento della domanda scritta, previo parere positivo degli incaricati dall'Organismo in seguito alle verifiche ispettive svolte. In caso contrario l'Organismo potrà respingere la domanda o prescrivere al richiedente gli adeguamenti necessari e, da questo momento, concedere un periodo massimo di 12 mesi al richiedente per l'esecuzione degli stessi.
Art. 3 Autorizzazioni all'uso del marchio Sono autorizzati alla coltivazione le persone fisiche e giuridiche.
Art. 4 Obblighi delle aziende Le aziende che producono la "Patata dell'Aquilano" sono tenute ad osservare le norme contenute nel presente disciplinare. Esse si impegnano a consentire l'accesso in ogni parte dell'Azienda agli incaricati dell'Organismo per l'esecuzione dei controlli, ispezioni e prelievo di campioni su: sistemi di produzione, attrezzature, locali, materie prime, concimi e prodotti fitosanitari, prodotto finale. Esse altresì si impegnano a collaborare con gli stessi per l'esecuzione di tali verifiche che potranno essere svolte in qualsiasi momento e senza preavviso.
Art. 5 Revoche L'Organismo ha diritto di revoca o sospensione delle autorizzazioni rilasciate.
Art. 6 Seme da riproduzione Deve essere coltivata la varietà che meglio si adatta all'ambiente pedoclimatico locale. Devono essere impiegati solo tuberi-seme certificati. Le confezioni devono avere due cartellini, uno di colore bianco (semente di base con una percentuale di tuberi virosati fino al 3%), l'altro di colore azzurro (semente certificata, con una percentuale di tuberi virosati fino al 10%). Oltre che delle virosi l'agricoltore deve fare attenzione alla presenza di scabbia, rizoctonia, marciumi secchi e molli e batteriosi. E' anche importante controllare l'integrità della confezione e l'eventuale presenza di germogli e verificare l'assenza di tuberi congelati, ammaccati, lesionati, avvizziti e con altri difetti che possano compromettere la potenzialità produttiva. I tuberi-seme giunti in azienda devono essere tolti dalle loro confezioni per eliminare quelli guasti o gravemente danneggiati e verificare lo stato di germogliazione delle gemme. Vanno quindi posti in cassette, in locali asciutti, freschi e ben areati. Prima della "semina" i tuberi vanno conservati in azienda il minor tempo possibile, in ambiente asciutto, fresco e areato. La tecnica del pre-germogliamento é vivamente consigliata poichè consente di:
-
- - anticipare l'emergenza di 8-10 giorni;
- - abbreviare il ciclo colturale;
- - incrementare la produzione complessiva;
- - incrementare la produzione di tuberi di calibro commerciabile.
Per favorire il pre-germogliamento occorre disporre i tuberi in cassette ad uno o al massimo due strati, in un ambiente a temperatura pari a 14°-15° C, in condizioni di luce diffusa e ad umidità relativa dell'80-90%. Quando i germogli hanno raggiunto la lunghezza di 1-1,5 cm al massimo. I tuberi sono pronti per la "semina". La tecnica del taglio dei tuberi è severamente vietata.Art. 7 Caratteristiche naturali dell'ambiente L'ambiente di produzione è di pianura, collina e montagna, su terreni pianeggianti situati tra 500 e 1.300 metri s.l.m.
Art. 8 Esigenze pedo-climatiche La temperatura ottimale per la coltivazione va dai 15°C ai 25°C in funzione della fase vegetativa; temperature superiori a 30°C e forti escursioni, abbinate a stress idrici favoriscono la comparsa di numerose fisiopatie: germogliazione anticipata, maculatura, accrescimenti secondari, ecc. Sono da preferire ambienti caratterizzati da ventilazione continua al fine di ostacolare la presenza di afidi (volo e atterraggio). Per quanto concerne il terreno la patata é una pianta estremamente adattabile, prediligendo, nel complesso, terreni di medio impasto tendenzialmente sciolti, con pH da 5,5 a 6,5; può essere coltivata anche in terreni tendenzialmente alcalini, ma ciò comporta un aumento della suscettibilità agli attacchi di scabbia.
Art. 9 Avvicendamento colturale Nell'avvicendamento la patata occupa il posto di una coltura da rinnovo. Non é ammessa la successione con ritorno sullo stesso terreno se non dopo 4 anni. Sotto il profilo agronomico produttivo, in particolare nei terreni argillosi, la patata risulta avvantaggiata quando segue un cereale autunno-vernino. Non é ammessa la successione ad altre solanacee (pomodoro, peperone, ecc.)
Art. 10 Ciclo colturale La "semina" dei tuberi viene eseguita in primavera, nel periodo marzo-aprile.
Art. 11 Preparazione del terreno La preparazione del letto di "semina" deve essere eseguita con maggior accuratezza rispetto alla coltivazione della patata da consumo per facilitare l'accrescimento dell'apparato radicale, degli stoloni e l'ingrossamento dei tuberi. Nei terreni di medio impasto é opportuno effettuare un'aratura autunnale profonda almeno 25-30 cm., in quelli tenaci 45-50 cm. Durante l'inverno é consigliabile effettuare uno o più passaggi di rifinitura con coltivatore e con erpice a denti elastici. Una valida alternativa a questa pratica é la lavorazione a due strati, realizzata operando una ripuntatura profonda (50-60 cm.) seguita da un'aratura superficiale (25-30 cm.) e, in inverno, da un passaggio con l'erpice a denti elastici.
Art. 12 "Semina" Prima di procedere alla "semina" in pieno campo, é importante controllare la certificazione di garanzia, l'integrità della confezione, l'assenza di tuberi congelati, ammaccati, lesionati, avvizziti e attaccati da patogeni. La "semina" dei tuberi può essere eseguita manualmente o con macchina piantatrice, ad una profondità non superiore a una volta e mezza il diametro del tubero. La densità di "semina" ottimale che permette di ottenere produzioni massime, limitando nel contempo il più possibile i quantitativi di tuberi-seme da utilizzare ad ettaro è pari a 6-6,5 tuberi/mq. Densità superiori non consentono ulteriori incrementi produttivi ma favoriscono la presenza di tuberi con calibri di minor pezzatura. Densità inferiori comportano minori produzioni e tuberi più grandi. La distanza tra le file é generalmente di 70-80 cm., quella sulla fila di 25 cm. Qualora si utilizzino minituberi o microtuberi il valore varia da 7 a 9 tuberi/mq in relazione alla loro pezzatura.
Art. 13 Rincalzatura Questa pratica agronomica può essere eseguita in due momenti: il primo all'inizio del germogliamento dei tuberi, per rompere l'eventuale crosta superficiale ed effettuare anche un intervento di diserbo meccanico; il secondo allo stadio di 2-4 foglie, con la finalità di completare la rincalzatura dei tuberi. Talvolta, nelle colture più tardive, si può effettuare anche un terzo passaggio di rifinitura, prima della chiusura dell'interfila da parte della vegetazione. In tal modo si riducono i rischi di inverdimento dei tuberi. Durante l'esecuzione delle rincalzature è possibile effettuare anche la distribuzione di fertilizzanti azotati di copertura e di geodisinfestanti.
Art. 14 Concimazione La concimazione organica é sicuramente vantaggiosa per i suoi molteplici effetti positivi, pertanto si raccomanda vivamente l'utilizzo di letame. In mancanza di quest'ultimo, si effetua la concimazione minerale che va fatta in funzione della dotazione del terreno e delle asportazioni dovute alla coltura e che vengono calcolate comunemente in:
-
- - 120 kg/Ha di azoto;
- - 80 kg/Ha di anidride fosforica;
- - 120 kg/Ha di ossido di potassio;
per i tuberi-seme;
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- - 90 kg/Ha di azoto (220 kg/Ha di urea);
- - 50 kg/Ha di anidride fosforica (200 kg/Ha di fosfato semplice);
- - 80 kg/Ha di ossido di potassio (160 kg/Ha di solfato di potassio); per minituberi e/o microtuberi;
Nella fertilizzazione azotata è molto importante la scelta del momento di applicazione. E' possibile prevedere almeno due epoche di distribuzione:
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- - la prima con il 30% della quantità richiesta prima della "semina";
- - la seconda con le rincalzature.
Va ricordato che concimazioni troppo ricche, soprattutto di azoto, determinano una serie di problematiche quali:
-
- - maggior suscettibilità ad attacchi parassitari;
- - comparsa di fisiopatie;
- - difficoltà di conservazione.
La distribuzione dei concimi fosfo-potassici va effettuata al momento dell'aratura perché essi vanno ben incorporati nel terreno in quanto poco mobili.Art. 15 Irrigazione I maggiori fabbisogni di acqua si hanno nella fase intercorrente tra la stolonizzazione e la tuberizzazione. Se durante questa fase la pianta non ha a disposizione acqua a sufficienza è indotta a differenziare un numero inferiore di tuberi. Il momento dell'esecuzione degli interventi può essere determinato con sufficiente previsione attraverso il calcolo del bilancio idrico giornaliero. Al fine di impostare un razionale programma di irrigazione, si faccia riferimento alla tabella n° 1, nella quale vengono individuate le principali fasi fenologiche, i quantitativi d'acqua restituiti alla coltura, i turni di adacquamento e i relativi volumi massimi ammessi per ogni intervento. E' consigliabile la distribuzione di acqua con impianti irrigui a bassa pressione per i minori rischi di danneggiamento alla coltura.
Art. 16 Controllo delle malerbe e difesa fitosanitaria Il controllo delle erbe infestanti deve essere molto accurato in quanto le malerbe oltre ai consueti danni possono essere veicolo di insorgenza di malattie virali, fungine, ecc. Le infestanti devono essere controllate almeno due volte in concomitanza con le operazioni di rincalzatura e sarchiatura. Il diserbo chimico può essere eseguito secondo lo schema riportato in tabella 1:
Tabella 1 - Principi attivi, dosi ed epoche consigliati per il diserbo della patata
| INFESTANTI CONTROLLATE |
EPOCA |
PRINCIPI ATTIVI |
DOSE/L. kg/Ha p.a. |
NOTE |
| Dicotiledoni e graminacee autunno-vernine |
Pre-emer. |
Glufosinate ammonio+solfato ammonico |
5+10 |
Con piante emerse |
| Dicotiledoni e graminacee (azione disseccante) |
Pre-emer. |
Metribuzin |
1 |
Non impiegare se seguita da spinacio |
| Dicotiledoni e graminacee da seme |
Pre-emer. |
Pendimetalin+Linuron (16%+9%) |
0,6+0,35 |
Dopo rincalzatura |
| Dicotiledoni e graminacee |
Pre-emer. |
Metobromuron (50%) |
1+2 |
Dosi più basse nei terreni sciolti |
| Dicotiledoni e graminacee autunno-vernine |
Post-emer. |
Metribuzin |
0,5 |
Da ripetere se necessario tenuto conto della sensibilità varietale |
| Dicotiledoni e graminacee |
Post-emer. |
Rimsulfuron+adesivo |
0,012 |
Sfuggono le solanacee |
Per la difesa fitosanitaria in tabella 2 e 3 si indicano gli interventi agronomici che possono contribuire a contenere le principali patologie ed i fitofarmaci autorizzati ad essere impiegati sulla coltura per il controllo delle crittogame e dei fitofagi specifici della patata:
Tabella 2 - Elenco dei principi attivi autorizzati per la difesa dalle crittogame
| CRITTOGAME |
INTERVENTI AGRONOMICI |
INTERVENTI CHIMICI |
NOTE |
ALTERNARIOSI (Alternaria solani) |
ampie rotazioni; tuberi seme sani |
Sali di rame; Clorotalonil |
(1) |
| MARCIUME SECCO (Fusarium solani) |
buona cicatrizzazione dei tuberi; evitare terreni troppo umidi; asportare residui colturali |
Tiabendazolo |
(2) |
PERONOSPORA (Phytophtora infestans) |
tuberi seme sani; ampie rotazioni; concimazione equilibrata; sesti di impianto più larghi |
Rame; Clorotalonil;Dodina; Cimoxanil |
| |
|
Benalaxil Oxadixil Metalaxil |
(1) (1) (1) |
RIZOCTONIOSI (Rizoctonia solani) |
tuberi seme sani; ricorso al pregermogliamento e a semine poco profonde per accelerare lo sviluppo della pianta |
CANCRENA SECCA (Phoma) |
evitare le lesioni ai tuberi; favorire la cicatrizzazione dopo la raccolta; evitare eccessive concimazioni azotate |
NOTE: L'intervento agronomico principale per la prevenzione della maggior parte delle patologie fungine è l'asportazione o la distruzione dei residui colturali, compresi i tuberi di scarto. (1) = massimo 2 trattamenti (2) = concia dei tuberi seme
Tabella 3 - Elenco dei principi attivi autorizzati per la difesa dai fitofagi
| FITOFAGI |
INTERVENTI CHIMICI |
CRITERI D'INTERVENTO E LIMITAZIONI D'USO |
| DORIFORA (Leptinotarsa decemlineata) |
Teflubenzuron; Esaflumuron; Clorfenvinfos; Fosalone; Quinalfos; Piridafention; Piretroidi; Bacillus thuringensis |
Da impiegare alla schiusura di oltre il 50% delle uova |
| ELATERIDI (Agriotes spp.) |
Clorpirifos; Benfuracarb; Foxim; Isofenfos; Forate; Teflutrin; Etoprofos |
| TIGNOLA |
Clorpirifos m.; Dimetoato; Piretroidi |
E' consigliabile utilizzare sistemi di lotta preventiva di tipo agronomico ed assicurare l'igiene dei locali di stoccaggio |
E' fatto obbligo rimuovere e distruggere la vegetazione ed i tuberi di tutte le piante con sintomi anche se poco evidenti, di virosi o di anomalie non ben identificate. (epurazione). Tali interventi devono iniziare già nella fase di emergenza e possono pertanto coincidere con le operazioni di rincalzatura. Sono raccomandate tutte quelle tecniche che mantengano ed esaltino la resistenza naturale agli agenti avversi. Si consiglia di attuare tutte quelle tecniche agronomiche, biologiche, biotecniche, genetiche, meccaniche atte a sfavorire lo sviluppo degli attacchi parassitari. Per quanto attiene la lotta chimica, oltre ad attenersi scrupolosamente ai tempi di carenza indicati sulle confezioni degli antiparassitari, sono da scegliere quei prodotti che:
-
- - riescano a mantenere il patogeno al di sotto della soglia di tolleranza;
- - siano meno pericolosi per l'operatore;
- - non lascino residui sul prodotto e siano più rispettosi dell'ambiente.
I prodotti chimici ammessi all'uso debbono essere efficaci e poco inquinanti. Art. 17 RaccoltaLa raccolta deve essere effettuata a completa maturazione e cioé quando il fogliame é ingiallito o fisiologicamente disseccato, la buccia é completamente formata e consistente, tanto da non lasciarsi facilmente staccare con la pressione delle dita e i tuberi si staccano facilmente dagli stoloni. E' preferibile effettuare la raccolta con terreno non umido sia per rendere l'operazione più agevole, sia per raccogliere i tuberi asciutti e puliti. Qualora la raccolta sia meccanizzata dovranno essere adottati tutti gli opportuni accorgimenti, in particolare per quanto riguarda la velocità di avanzamento e lo scarico dei tuberi, al fine di ridurre al minimo i danni meccanici e la presenza di lesioni ai tuberi. Nelle fasi successive alla raccolta, cioé durante la movimentazione del prodotto ed il trasporto, occorre limitare l'esposizione dei tuberi alla luce per evitare inverdimenti con successivo accumulo di alcaloidi tossici. Art. 18 ConservazioneLa conservazione delle patate può essere effettuata con diverse tecniche:
- in magazzini coibentati, dotati di un impianto di ventilazione con aria prelevata dall'esterno durante la notte e con stivaggio in cumulo.
E' necessario assicurare volumi di aria pari a 150 mc/t/h ed una U.R. dell'88-93%, ottenibile con l'ausilio di un umidificatore. Questa tecnica può consentire una conservazione di 60-90 giorni, in funzione delle temperature notturne.
- in magazzini frigoriferi con patate stivate in pallet-box o in cumulo. La temperatura di conservazione deve essere di 4-5°C se le patate non sono state trattate con prodotti antigermoglianti, oppure di 6-8°C se hanno subito il trattamento, ed una U.R. dell'89-93%. Questa tecnica consente una conservazione per circa 6-8 mesi.
Se le patate sono conservate in cumulo, per evitare le ammaccature e favorire la circolazione dell'aria, é opportuno non superare i 3 metri di altezza del cumulo. Per piccole produzioni (inferiori a 50 q.li), é sufficiente che la conservazione venga effettuata in locali idonei (cantine, rimesse, ecc.) disponendo le patate in cumulo o in cassette, e coprendole con paglia o teli. Art. 19 ConfezionamentoIl prodotto può essere venduto sfuso in cassette oppure spazzolato, calibrato e confezionato in sacchetti di rete da 5 kg o multipli. Art. 20 Etichettatura e presentazione del prodottoNell'etichetta vanno riportati i seguenti dati:
-
- - nome o ragione sociale dell'azienda produttrice;
- - peso netto;
- - varietà di patate;
- - anno di produzione;
- - marchio di origine.
Art. 21 Marchio di origineL'Organismo per la tutela dei prodotti "ARCA ABRUZZO", allo scopo di controllare la produzione e la qualità dei prodotti stessi ne promuove la distinzione attraverso un logo che ne identifica la provenienza e la qualità. Il marchio, secondo il modello ipotetico riportato in allegato "A", depositato nelle rispettive sedi, deve essere riportato sulle confezioni dei prodotti. La marchiatura è obbligatoria e comporta l'obbligo, da parte dei produttori ammessi di richiedere all'Organismo l'autorizzazione ad utilizzare l'apposito marchio. La proprietà del marchio rimane dell'Organismo il quale ne autorizza l'uso dopo aver effettuato i controlli che ritiene necessari. I produttori che ricevono l'autorizzazione ad utilizzare il marchio di origine sono responsabili del suo corretto utilizzo ai sensi della legge e del presente regolamento. In caso di sospensione o diminuzione della quantità commercializzata i produttori devono dare immediata comunicazione all'Organismo ed, eventualmente, restituire i marchi eccedenti in loro possesso. Per l'autorizzazione all'uso del marchio e/o per la consegna del marchio stesso da parte dell'Organismo, a garanzia degli adempimenti degli oneri relativi, è facoltà del Consiglio di Amministrazione dell'Organismo di richiedere ai singoli produttori un deposito cauzionale, nella misura che sarà dallo stesso fissata. Il contributo per la marchiatura di origine dovuto dai singoli produttori è determinato anno per anno dal Consiglio di Amministrazione dell'Organismo. I singoli produttori sono tenuti a segnalare annualmente all'Organismo la quantità di prodotto che si prevede di commercializzare in base agli investimenti effettuati. L'uso del marchio sarà negato a quei soggetti che manifestamente non rispettano le presenti norme, che utilizzano tecniche anomale, che non dichiarano correttamente la propria produzione, o che con il loro comportamento danneggiano l'immagine collettiva della gamma dei prodotti contraddistinta dal marchio.
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