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| GALLERIA IMMAGINI DEL TERRITORIO |
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 Situato a Nord Ovest rispetto alla città di L'Aquila, all'inizio dell'Alta Valle dell'Aterno, vede ricadere metà del proprio territorio nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Con la sua conformazione prevalentemente montana, è ricco di zone panoramiche e di grande pregio paesaggistico. Da sempre per le sue caratteristiche geo-morfologiche è stato terra di confine. In epoca pre-romana era la terra di confine tra i Sabini e i Vestini; seguì, poi, le sorti della città di Amiternum identificata in epoca augustea come IV Regio e sede di Prefettura. Sul suo territorio si distribuirono molti vici (e ville) che dopo la decadenza romana e per tutto l'alto medioevo subirono un progressivo abbandono. In questo periodo fece parte del patrimonio dell'Abbazia di Farfa e delle diocesi prima Amiternina poi Reatina.
Tra i centri abitati si ha notizia nel VI secolo, in località San Lorenzo, intorno alla personalità di Sant'Equizio, di una comunità premonastica che si consolidò in nucleo abitato nonostante le incursioni saracene e la dominazione Longobarda. In epoca Normanna si incominciano ad avere notizie di un incastellamento in Pizzoli e nel XII sec. nel Catalogus Latislai Pizzoli. In seguito divenne centro popoloso e fiorente ed partecipò alla fondazione della città di L'Aquila. Dal 1538 divenne possedimento della famiglia spagnola dei De Torres confluita nell'Ottocento in quella dei Dragonetti. Tra le emergenze storico-artistiche si segnalano il seicentesco Castello Dragonetti De Torres, dalle caratteristiche torrette di avvistamento (o casematte di tiro) che gli conferiscono una certa severità; la Chiesa di S.Stefano a Monte (sec. XIII-XIV) con bella facciata in pietra e affreschi dei secoli XV- XVI; la parrochiale di S. Lorenzo, costruita sui resti del monastero Equiziano, con elementi cinquecenteschi ed affreschi del XV secolo; i barocchi palazzi Mascetti e Cappelli-Zecca; l'ottocentesca Villa Giorgi con parterres, uno dei rari esempi in Abruzzo.
Degno di nota il sito archeologico di Amiternum, l'antichissima città sabina poi romana di cui parla anche Virgilio nell'Eneide, che offre alla vista del visitatore i pregevoli resti dell'anfiteatro e del teatro.
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